GMR 2026: il programma è online
Cinema, teatro, dialoghi e laboratori dal 12 al 21 giugno a Forte Sofia.
Una frontiera che si chiude, un percorso che si apre
12, 13, 18, 19, 20 e 21 giugno - Verona (Community Center e Forte Sofia)
Marzo 2016, Idomeni. La frontiera tra Grecia e Macedonia del Nord si chiude e migliaia di persone restano bloccate nel fango di un campo improvvisato. È lì che è nata One Bridge To–, dieci anni fa.
Da allora abbiamo imparato che ogni frontiera che si chiude apre, da qualche parte, un percorso: di chi cerca un'altra via, di chi resta a fianco, di chi prova a raccontare ciò che le istituzioni vorrebbero rimuovere. Una frontiera che si chiude, un percorso che si apre è il claim del nostro decennale, e attraversa anche la Giornata Mondiale del Rifugiato 2026 a Verona.
Dal 12 al 21 giugno, due settimane di cinema, teatro, dialoghi, laboratori e incontri con chi sta sulla frontiera oggi. Per fare memoria di ciò che è stato rimosso, leggere il presente, dal Patto UE su migrazione e asilo alle periferie delle nostre città, e tenere aperti i percorsi che le frontiere vorrebbero chiudere.
Serbia: dove l’Europa sposta il confine
Nel 2017 siamo partiti ogni weekend verso Belgrado. Ecco cosa abbiamo trovato e cosa abbiamo costruito
C'è un filo che attraversa dieci anni di storia di One Bridge To, ed è fatto di partenze.
Questo secondo capitolo del nostro viaggio nella memoria dell'associazione porta lì dove quel filo si tende di più: la Serbia del 2017, furgoni carichi di cibo, spazzolini, tè e arance, fine settimana di strada verso luoghi che le politiche europee cercavano di rendere invisibili. Un magazzino abbandonato, il freddo, le scritte sui muri che urlavano quello che i confini cercavano di silenziare...e noi eravamo lì, dentro quella storia.
Completely Different, Exactly the Same
21 Aprile @Casa di Quartiere Baleno (VR)
RACCONTI E TESTIMONIANZE LUNGO LA ROTTA BALCANICA - In dialogo con la regista Marianna Marchesini e con Hamza Tai, per il suo progetto di ritorno sulla Rotta Balcanica in bici.
A 19 anni, Hamza ha lasciato il Marocco, percorrendo la Rotta Balcanica, non per scelta, ma perché le porte legali erano chiuse. Oggi, sei anni dopo, vive in Italia e ha deciso di tornare indietro, questa volta con una camera in mano, per documentare ciò che accade davvero lungo quella rotta e dare un volto a chi è ancora invisibile.